Roberto Russo Roberto Russo

La scrittura è un “gioco lungo” e quella teatrale, condizionata da tante variabili, quali la difficoltà nell’allestire, produrre, veicolare le opere, è l’emblema di un sasso che viene lanciato e che, molto spesso, non si riesce a scorgere se, e dove , sia atterrato.

Spesso negli ultimi anni ho ironizzato sulla figura dell’autore teatrale che è condizionato, più di altri scrittori, dalla variabile della fortuna, delle conoscenze e delle frequentazioni, fino a ipotizzare, e realizzare, una sorta di sito “dei postumi”.

Alcuni miei amici ( o ex amici) attori hanno interpretato quella veste del mio sito quale una sorta di lamentazione, anche un po’ patetica. Mi rendo conto che un habitus mentale e comportamentale richiede sempre un porsi all’esterno in maniera forte, positiva e anche un po’ standardizzata. Capisco tutto questo ma non mi adeguo: ogni autore teatrale percorre, quale veste dei propri scritti e della propria “vita drammaturgica” un sentiero personale ed intimo.

La scrittura è un “gioco lungo” perché i momenti, le occasioni, le circostanze per far conoscere o diffondere i propri testi cambiano in un arco di tempo anche molto ampio e da tutto questo derivano due conseguenze: la prima è che spesso la valutazione dei propri testi fatta dall’autore può non coincidere con quella che ne faranno i lettori. La seconda è che, davvero, l’arco di tempo può estendersi anche oltre i limiti dell’esistenza dell’autore.

Per tutte queste ragioni sul mio sito, da oggi, i miei testi saranno in semplice ordine alfabetico ma con una piccola distinzione che mi riservo e, nei confronti della quale, mi affido alla valutazione di chi leggerà. La distinzione è fra “Testi” e “Testi (secondo me, ma posso sbagliarmi) Minori”. Si, avrei potuto non sottolineare per alcuni di questi ultimi tale distinzione e forse, altri, avrei anche potuto non inserirli del tutto ma sono consapevole che posso aver fatto una valutazione non in linea con i gusti di chi leggerà ed allora voglio dare, comunque, piena libertà di valutazione agli eventuali lettori e, allo stesso tempo, voglio lasciare una traccia anche di alcune cose che non mi convincono o che non mi hanno convinto in passato.

Alla fine, tutto si riduce a questo per chi scrive: lasciare una traccia.


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